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L’ECONOMIA DI GAIA con Gaia CACCIABUE

BICI

La prima volta sulla bicicletta

 

L’Italia (ri)scopre la bicicletta: il comma 640 della legge di Stabilità prevede infatti fondi per 91 milioni, da destinarsi nel corso di tre anni a quattro ciclovie, o piste ciclabili a lunga percorrenza, e in parte anche ad altri interventi minori e percorsi a piedi. Come saranno distribuiti i fondi sarà definito con un decreto attuativo previsto per questa primavera. Nel frattempo, prima che arrivi un intoppo parlamentare, o una valanga di burocrazia mista mafia sommerga la faccenda, ecco i quattro progetti prescelti.

Il primo è il GRAB, Grande Raccordo Anulare per Bici: acronimo infausto per descrivere 44 km che si snodano tra la colonna Traiana e la via Appia, che potrebbero diventare il percorso per bici più immerso nella storia di tutto il mondo: quasi una puntata di Super Quark su due ruote. L’itinerario si sviluppa attraverso parchi, aree verdi, argini, ma anche vie pedonali e marciapiedi: il traffico e la viabilità, trattandosi di Roma, rappresentano un aspetto critico per la realizzazione del progetto, anche se secondo VeloLove, associazione promotrice del progetto, al momento solo 2 km coinciderebbero con un tratto di strada spesso congestionato dal traffico.

I costi stimati sono 900 mila euro per una versione del progetto ridotta all’osso, o 4 milioni per una vera pista ciclabile, omogenea e riconoscibile, lungo tutto il percorso. (foto **)

Decisamente più impegnativo il progetto VenTo: 679 km lungo il corso del Po, da Torino a Venezia. É un’idea partita dal politecnico di Milano cinque anni fa, che vorrebbe unire percorsi ciclabili locali già esistenti a percorsi costruiti ad hoc, creando anche una rete di possibili itinerari minori collaterali, che coinvolgano ovviamente anche cibo, cultura, arte e storia. Un progetto da poco più di 80 milioni di euro.

(link video VenTo: https://vimeo.com/79687883)

Per il terzo progetto scelto si scende a sud: la ciclovia dell’acquedotto pugliese è un percorso di circa 500 km che si srotola seguendo le condotte storiche, da Caposele a Santa Maria di Leuca, attraverso Campania, Basilicata e Puglia.

Anche qui, lo scopo è ovviamente quello di offrire un punto di vista nuovo per esplorare il territorio, e una variante di vacanza che non ha nulla da invidiare al classico tour automobilistico. La Puglia, che è la è la più attiva tra le regioni coinvolte, ha già formulato alcuni possibili percorsi tematici da intrecciare con il viaggio in bicicletta: storici, come quello dedicato alla Puglia Sveva di Federico II, agroalimentari, per scoprire le bontà tipiche, o paesaggistici (la Murgia dei Trulli). (http://www.aqp.bike)

Il quarto progetto prescelto è la tratta Verona-Firenze della ciclovia del sole, un lungo percorso che dovrebbe snodarsi dal Brennero alla Sicilia e far parte dell’itinerario EuroVelo7, che vorrebbe collegare Capo Nord a Malta.

Infine, una piccola parte dei fondi dovrebbe essere destinata a ciclo stazioni e interventi sulla sicurezza della circolazione in città: interventi definiti “minori”, ma che assumono maggiore importanza se si considera l’impatto che potrebbero avere sulla vita nelle città italiane infrastrutture adeguate che permettano di utilizzare la bici.

(**)

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