MERCATO DELL’AUTO. I NUMERI DI IERI E DI DOMANI

 

 

  

Il mercato italiano chiude il 2015 con 1.574.775 immatricolazioni ed una crescita del 15,75% rispetto al 2014.

auto3

Negli ultimi 35 anni il mercato italiano dell’auto è stato caratterizzato da 3 crisi profonde: la prima, del 1983 causata dalla stagnazione economica e da un alto tasso di inflazione; dieci anni dopo, nel 1993, l’auto ebbe una crisi ancora più acuta in coincidenza con la svalutazione della lira, il prelievo forzoso sui conti correnti e la crisi del terziario, con un calo di mercato di circa il 30%.

Da questa crisi profonda, durata quattro anni se ne uscì solo nel 1997 con l’introduzione degli incentivi alla rottamazione.

Nel periodo 1997 – 2007 il mercato rimase sostanzialmente stabile attorno ad un valore medio di 2, 3 milioni di vetture immatricolate per poi cominciare a calare nel 2008, anno di inizio della recente crisi economica.

Nel 2014 si verificò una inversione di tendenza che è diventata più robusta nel 2015 anche se i volumi realizzati riportano indietro a quelli del 1984

auto4

Il fenomeno dell’anno scorso è costituito da Fiat Chrysler Automobiles che ha chiuso il 2015 con 445.989 immatricolazioni, il 18,34% in più del 2014. Di conseguenza la quota di mercato è salita dal 27,7 al 28,32%. Ma è significativo sottolineare come Fca abbia fatto sempre meglio del mercato., anche a dicembre: le consegne sono state 32.228, il 27,09% in più dello stesso mese dell’anno precedente e la quota è salita dal 27,5 al 29,46% (+1,96%).

Il mercato dell’auto nel corso del 2015 ha invertito positivamente il proprio trend – spiega Massimo Nordio, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – grazie al contributo poderoso del noleggio, che nel breve termine ha accompagnato eventi importanti come l’Expo, e nel lungo termine ha visto il rinnovo di contratti prolungati, e alla ripresa del canale dei privati soprattutto per le fortissime promozioni messe in campo da Case e Concessionari”. “Nessuno sa  quanto questo sforzo economico possa proseguire e questo, oggettivamente, frena l’ottimismo nelle previsioni del 2016. Resta, e questo è certo, il problema irrisolto della vetustà del parco circolante italiano, che ormai si porta dietro più di 16 milioni di vetture Euro 0, 1, 2 e 3, in gran parte realisticamente in possesso di quelle famiglie ancora con ridotta capacità di spesa per la sostituzione della vettura. All’attuale velocità di rinnovo ci impiegheremmo 20 anni per sostituire tutto il parco ante Euro 4 e questo è paradossale”.

auto11

Il giro d’affari generato sul mercato delle autovetture dalle immatricolazioni 2015 è stato di 31,1 miliardi di euro, in aumento del 18% rispetto all’anno precedente. Cresce parallelamente anche il gettito IVA per le casse dello Stato, pari a 5,62 miliardi di euro, ed il prezzo medio ponderato delle vetture vendute che si porta sui 19.800 euro. In forte crescita il fatturato degli acquisti di tutti i canali di vendita, con i privati che archiviano circa 18,9 milardi di euro, il noleggio 6,2 miliardi, superando le società con 6 miliardi di euro di fatturato. Inoltre, i finanziamenti finalizzati per l’acquisto di autovetture nuove hanno evidenziato il più alto incremento tra le varie forme di credito al consumo, con un +19,6% nei primi 9 mesi 2015.

auto12

Il mercato delle vetture usate, infine, ha accelerato nel 2015 la sua dinamica di crescita. I trasferimenti complessivi, secondo le stime UNRAE, hanno raggiunto 4.635.000 unità, in crescita dell’8,3% rispetto al 2014. Il contributo alla crescita è giunto, in particolare, dalle minivolture (i trasferimenti temporanei alle reti di vendita in attesa dell’intestazione al cliente finale), aumentate del 13%. Si incrementano anche i trasferimenti netti di un +5%. Continua, inoltre, a salire l’età media delle vetture trasferite che nel 2015 ha raggiunto gli 8 anni e 10 mesi.

La vera domanda ora è questa: cosa succederà nel 2016?  “Secondo noi ci sarà ancora crescita – spiega il presidente di Federauto, Filippo Pavan Bernacchi – perché  prevediamo per il 2016 un ulteriore incremento del +5%. Mercato in crescita significherebbe abbattere le emissioni nocive. Ora auspichiamo che il Governo prenda atto che abbiamo il parco auto più vecchio d’Europa, e quindi, tra i molteplici effetti negativi, altamente inquinante. Svecchiando il circolante abbatteremmo l’inquinamento e ridurremmo le vittime della strada, ingenerando un loop positivo del quale beneficerebbe lo Stato, con maggiori entrate fiscali, i cittadini per maggiore qualità dell’aria e riduzione dei morti sulle strade e il mondo del lavoro, che anche secondo l’Eurostat ancora arranca”.

auto15

Ancora in aumento la quota ( 56%) delle immatricolazioni a soggetti privati finanziata con prestiti finalizzati erogati presso i concessionari.

Stabile ( 18%) la stima della quota finanziata con prestiti non finalizzati erogati direttamente al cliente finale. In totale il 74% degli acquisti di auto viene finanziato con il credito al consumo, tornando ai  livelli del 2011.

auto13

auto14

Probabilmente non siamo ancora vicini ad una bolla dei finanziamenti, come si dice sia presente in America. E’ però certo che buona parte dell’exploit Fca degli ultimi mesi sia dovuto ad una politica molto aggressiva delle promozioni poste in essere dal Gruppo su tutti i modelli e le linee prodotte.

Infine, i dati Crif sul mercato dei prestiti segnalano ancora una crescita, anche a Febbraio con un + 24%, di richieste per prestiti finalizzati (tipicamente per l’acquisto di un’auto), mentre risulterebbero in calo le altre richieste di credito. L’ulteriore ribasso dei tassi a seguito del Quantitative Easing 3, porterà altre persone ad avvicinarsi a tale forma di finanziamento. Sperando non si crei un cortocircuito tale da creare problemi generalizzati di rimborso.

Il mercato europeo dell’auto nel 2015, si è chiuso con un +9,2% grazie anche all’exploit di dicembre (+15,9%), 28esimo mese consecutivo di crescita. Nell’Unione Europea e nei Paesi dell’Efta (Islanda, Norvegia e Svizzera) sono state vendute 14.202.024 automobili, circa 1,2 milioni in più rispetto al 2014: le vendite sono tornate ai livelli del 2010, subito dopo lo scoppio della crisi economica. Fra i cinque mercati maggiori, Italia(+15,8%, 1.574.775 unità) e Spagna (+20,9%, 1.034.232), i Paesi che avevano sofferto di più negli anni scorsi, trainano la ripresa; più moderata la crescita di Francia (+6,8%, 1.917.226), Regno Unito(+6,3%, 2,633.503) e Germania (+5,6%, 3.206.042).

Guardando al di là dell’oceano, nel 2015 sono stati venduti oltre diciassette milioni di veicoli, un record nella storia degli Stati Uniti.

Mentre i media mainstream sostengono che questo record sia stato raggiunto grazie ad un miglioramento dell’economia degli Stati Uniti, ancora una volta non sono riusciti a capire una questione fondamentale: l’espansione del credito.

Quando i tassi d’interesse sono mantenuti artificialmente bassi, gli individui sono indotti in errore e spendono più di quanto nelle loro reali possibilità. Col senno di poi, scoprono che i loro errori di giudizio hanno sconvolto il loro benessere finanziario.

Questa è una lezione che il paese avrebbe dovuto imparare sin dalla crisi dei mutui subprime nel 2008. L’eccessiva creazione di credito portò troppi individui a comprare case, costruire case e investire nel settore immobiliare. Questo aumento artificiale della domanda generò quindi un’impennata temporanea dei prezzi, con conseguenti pignoramenti di oltre quattro milioni di case e la scomparsa di oltre nove milioni di posti di lavoro negli Stati Uniti.

Invece di imparare dagli errori del passato, la Federal Reserve ha incrementato le sue politiche espansionistiche. Dal 2009 l’offerta di moneta è aumentata di quattro mila miliardi, mentre il tasso dei fondi federali è rimasto pari o vicino allo zero per cento. Di conseguenza la bolla immobiliare è stata sostituita con diverse altre bolle, compresa quella nell’industria automobilistica.

Sin dal 2009 le case automobilistiche hanno approfittato degli oneri finanziari a buon mercato per aumentare la produzione dei veicoli di oltre il 100%:

CAR2

Al fine di maggiorare gli acquisti di veicoli, sin dalla recessione del 2008 queste aziende hanno incentivato i consumatori con offerte difficili da rifiutare. Solo lo scorso anno le concessionarie hanno aumentato del 14%  la spesa per gli incentivi sulle vendite, e ora gli avvisi nei loro esercizi proclamano orgogliosamente l’accettazione di qualsiasi tipo di prestito “Credit. 100 Percent Approval.” Di conseguenza sin dal 2009 i prestiti per automobili sono aumentati di quasi $80 miliardi, molti dei quali sono stati concessi ad individui con rating di credito pessimi. Oggi quasi il 20 per cento di tutti i prestiti per automobili sono concessi ad individui con rating di credito inferiori a 620:

CAR

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: