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THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

I MACCHIAIOLI A ROMA

Il 16 Marzo è stata inaugurata una nuova imperdibile mostra al Chiostro del Bramante di Roma: “I Macchiaioli. Le collezioni svelate” e sarà visitabile fino al 4 Settembre.

21_BORRANI, Casa e marina a Castiglioncello

Odoardo Borrani, Casa e marina a Castiglioncello

Le rassegna raccoglie importanti dipinti dei Macchiaioli e non solo, collocandoli nel contesto delle antiche collezioni che in origine li ospitarono. Le opere, che appartenevano a grandi collezioni del passato, oggi sono confluite per lo più in collezioni private e rappresentano un nucleo inedito del più importante movimento pittorico italiano del XIX Secolo.

La mostra è suddivisa in nove sezioni – ciascuna intitolata alla collezione di provenienza – attraverso le quali il visitatore può entrare in contatto con il movimento pittorico più importante dell’Ottocento italiano e il clima storico che fa da sfondo alla vicenda di questi artisti.

02_Federico Zandomeneghi, Il giubbetto rosso, 1895 circa, antica collezione Camillo Giussani

Federico Zandomeneghi, Il giubbetto rosso

La prima sezione è dedicata alla galleria privata di Cristiano Banti: Il ricco Cristiano Banti (Santa Croce sull’Arno, 1824 – Montemurlo, 1904) è un pittore che spesso svolse opera di mecenate a favore dei propri compagni macchiaioli, raccogliendo opere dei suoi amici artisti in difficoltà.

La seconda sezione ospita la collezione di Diego Martelli, critico, fiancheggiatore e mecenate dei pittori Macchiaioli. Forte e viva, seppur ancora ristretta a una dimensione privata, era già l’idea della “collezione” intesa come verifica dei propri convincimenti estetici, tanto che solo verso gli anni del suo tramonto Martelli decise di rendere pubblica la sua quadreria che andò a costituire il nucleo di partenza della Galleria d’arte moderna di Palazzo Pitti.

07_Raccolta del fieno

Giovanni Fattori, La raccolta del fieno in Maremma

La terza sezione è dedicata alla collezione di Rinaldo Carnielo: pittore, scultore e collezionista di origine trevigiana che frequentò gli anziani Macchiaioli, legandosi in amicizia a Fattori e a Lega. La sua collezione, una delle più ricche per quantità di opere – circa trecento -, fu dispersa a cavallo tra le due guerre ma oggi è di nuovo possibile ammirarne capolavori.

La quarta sezione è dedicata all’imprenditore torinese Edoardo Bruno che fece del primo piano della sua dimora rinascimentale alle porte di Firenze il forziere in cui custodire il suo tesoro: una quadreria composta da centoquaranta dipinti.

01_Cristiano Banti, Ritratto di Alaide seduta in giardino, antica collezione Banti

Cristiano Banti, Ritratto di Alaide Banti in giardino

La quinta sezione ha come protagonista la collezione di Gustavo Sforni (Firenze, 1888 – Bologna, 1939), collezionista, intellettuale, pittore e mecenate, che fu un cultore dell’opera di Giovanni Fattori di cui amò collezionare i piccoli formati e le struggenti tavolette dipinte dal vero.

La sesta sezione racchiude le opere raccolte da Mario Galli, scultore fiorentino.

La settima sezione è dedicata alla collezione di Enrico Checcucci che ospita grandi capolavori tra cui le opere di Fattori e Boldini.

19_Lloyd - Paesaggio rosa con figura

Llewelyn Lloyd, Paesaggio rosa con figura

L’ottava sezione è dedicata alla collezione di Camillo Giussani in cui i pittori macchiaioli sono accostati ad altri pittori appartenenti alle correnti pittoriche di quel periodo.

Infine nella nona sezione è presentata la collezione di Mario Borgiotti che unì alla passione e all’intuito di Mario Galli la competenza del grande divulgatore: a lui si devono fondamentali pubblicazioni dedicate ai Macchiaioli edite nel corso degli anni cinquanta e sessanta del Novecento.

In mostra dunque anche opere a cavallo tra Ottocento e Novecento che raccontano come le conquiste formali e concettuali dei Macchiaioli furono recepite e sviluppate dalle successive generazioni di pittori.

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