COME SARANNO LE AUTO DEL FUTURO?

 

Quali saranno le caratteristiche dell’auto del futuro?

La tendenza più estrema ipotizzabile è l’auto che si guiderà da sola. Le Google Car e gli esperimenti italiani di VisLab rendono evidente il fatto che tale possibilità non possa più essere considerata fantascienza. Tuttavia un’auto che aliena del tutto l’uomo dalla guida si fa semplice involucro, perde personalità, elimina il piacere che per tante persone rappresenta la guida di un mezzo. Ciò non sarebbe cosa buona né per la persona, né per le case produttrici: se i mezzi pubblici potranno essere involucri sempre più intelligenti, la vettura personale non può ancora rinunciare alla propria posizione di “migliore amico dell’uomo”. Per tutto il resto ci potrebbe essere il car sharing.

Riguardo le novità tecniche più “comuni” allo studio, se al momento l’idrogeno appare troppo lontano per non essere considerato più di una chimera, al tempo stesso gli idrocarburi non possono più essere al centro di una progettualità di lungo periodo. La soluzione elettrica sembra pertanto essere l’unica vera via in grado di raggiungere le masse, disegnando una rivoluzione storica sotto molti punti di vista. I passi da gigante compiuti dalla ricerca in termini di consumi e in termini di allocazione della carica hanno determinato un progressivo avvicinarsi al punto necessario di efficienza commerciabile. Un’aumentata sensibilità ecologica, oltre alla necessità di ridurre al massimo le emissioni nell’atmosfera, hanno completato il quadro: l’auto elettrica, da vezzo, è diventata possibilità e da possibilità sta per diventare assoluta necessità.

La grande novità è nella piena accettazione di tale soluzione come alternativa percorribile. Se anche le super-sportive hanno il coraggio di presentarsi con una soluzione elettrica e se ogni grande casa produttrice ha ormai in catalogo almeno una piccola elettrica per i primi esperimenti, allora significa che la soglia è passata: la strada dell’elettrico è ormai imboccata. Sebbene ad oggi le soluzioni ibride rappresentano ancora un compromesso intelligentemente pragmatico, un pizzico di coraggio permetterà di andare anche oltre questa attuale fase di transizione.

Affinché l’auto elettrica diventi fenomeno di massa manca ancora qualche tassello fondamentale:

  • sistemi di ricarica standardizzati e distribuiti sul territorio;
  • una maggior durata nel tempo delle batterie;
  • una diminuzione ulteriore dei costi delle batterie;
  • un aumento generalizzato dell’autonomia, andando oltre i limiti attuali di poche centinaia di km;
  • un pieno sviluppo di batterie ecosostenibili che non nascondano dietro la foglia di fico dell’ecologia quelli che sono gli oneri di smaltimento necessari al termine del ciclo di vita dell’accumulatore.

 

Ancora, nell’auto del futuro non potranno mancare sicurezza e sensibilità ecologica, anche se per loro natura tengono a divergere. Questo perché la struttura portante dell’auto del futuro dovrà rispondere a due ferme necessità: un minor impatto ambientale sia in fase di produzione che in fase di smaltimento, e una maggiorata resistenza agli urti e alle sollecitazioni a garanzia dell’incolumità dei passeggeri. Il Salone dell’Auto di Ginevra ha testimoniato nuove ricerche in entrambe le direzioni: forme organiche per i nuovi telai, oltre a nuovi materiali con migliori caratteristiche, si affacciano fin da oggi sul mercato alla ricerca di opportunità.

La sicurezza passerà per i materiali in uso come per le tecnologie di assistenza incluse dalle case produttrici: sistemi che controllano lo stato di attenzione e veglia da parte del guidatore; sistemi di gestione delle distanze di sicurezza e delle frenate; sistemi di ottimizzazione dell’aderenza al selciato. La moltiplicazione di sensori ed elettronica potrà rendere l’autovettura un elemento organico in grado di reagire a stimoli improvvisi e a situazioni specifiche, coadiuvando la guida soprattutto laddove possibili alterazioni della “normalità” possano definire ipotetiche situazioni di rischio immediato.

L’intelligenza che la connettività porta a bordo del veicolo non è l’unica forma “smart” di arricchimento della vettura. Grazie a sistemi di input e output arricchiti rispetto al passato, infatti, le vetture saranno sempre più in grado di dialogare con l’utente, oppure di offrire piccoli servizi aggiuntivi tali da rendere più “invisibile” e fluido il contatto tra uomo e macchina. Intelligenza di bordo significherà una telemetria approfondita, segnali di allarme che andranno ben oltre le spie dei vecchi quadranti e la capacità di controllare ogni singolo parametro dell’autovettura tramite un display, un’interfaccia grafica e un pannello di controllo touchscreen.

Una cosa difficilmente cambierà: l’uomo rimarrà al centro dell’esperienza di guida. Scegliere una via contraria, benché potenzialmente possibile, potrebbe alienare il rapporto tra l’uomo e la macchina, togliendo valore a quest’ultima poiché ne verrebbe negata la funzione di servizio ed estensione delle capacità umane.

L’auto è destinata ad arricchirsi di sensori di ogni tipo: telecamere per la visione laterale e posteriore, elementi in grado di valutare le distanze degli ostacoli, strumenti per il controllo dell’attenzione durante la guida, monitor per facilitare il monitoraggio di tutti gli elementi principali e molto altro. Tutto, però, con un comune denominatore: la tecnologia dovrà essere al servizio dell’uomo e non viceversa.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: