THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

MATISSE E IL SUO TEMPO

Il Polo Museale di Torino ospita un grande appuntamento con l’arte del novecento: Palazzo Chiablese si fa da perfetta cornice per la rassegna dedicata a Matisse. La mostra sarà visitabile fino al 15 Maggio 2016.

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Henri Matisse, Point Saint-Michel

Attraverso una selezione di 50 opere dell’artista, affiancate ad altrettante realizzate da pittori a lui contemporanei,  quali Picasso, Renoir, Bonnard, Modigliani, Miró, Derain, Braque, Marquet, Léger – tutte provenienti dal Centre Pompidou – viene raccontata la poetica del grande “maestro dei colori”, le influenze nella produzione e l’esatto contesto delle amicizie e degli scambi artistici.

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André Derain, Il sobborgo di Collioure

Grazie ai confronti l’esposizione permette di cogliere non solo le sottili influenze e le fonti comuni d’ispirazione, ma anche una sorta di “spirito del tempo” che unisce Matisse agli altri artisti durante il modernismo degli anni Quaranta e Cinquanta.

Henri Matisse è stato pittore, scultore, incisore ed illustratore francese. È uno dei più noti artisti del XX secolo, esponente di maggior spicco della corrente artistica dei Fauves.

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Henri Matisse, L’algerina

Matisse ha attraversato tutte le avanguardie, forse in modo meno dirompente e scontroso di Picasso, ma altrettanto intensamente, lasciandosi dietro pitture (e sculture) seducenti e ricche di armonie, nelle quali il vero soggetto non è mai la forma, ma la linea, sottile e pulita, che serpeggia tra il colore e disegna figure che paiono non avere né spessore né un carattere preciso, ma divengono l’emblema di un’arte pura e sensuale. Si avvicinò all’astrazione soprattutto con la tecnica del collage su carta, con figure semplificate, dalle campiture omogenee, che producevano effetti dinamici e un vivace contrasto con lo sfondo. La sua serie di Nudi Blu rappresenta il principale esempio della tecnica denominata “dipingere con le forbici”; erano composizioni figurative a collage, a uno o più colori, per i quali usava cartoncini leggeri, sia per lo sfondo sia per il disegno. Tracciava prima a matita l’intero disegno sul foglio e poi preparava le figure colorate da incollare. Semplificava le figure e le riavvicinava lasciando piccoli margini bianchi.

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Pablo Picasso, Nuco con berretto turco

La luce del sud gli aveva insegnato ad apprezzare la forza del colore e ad usarla in funzione espressiva. I gialli venivano accostati al violetto, il rosso al verde, il blu all’arancio; la ricerca di Matisse riguardava l’accostamento tra i colori, il loro accordo o contrasto, non il colore in sé. Il colore era distribuito con veemenza sulla tela e con un’immediatezza tale da non coprirla totalmente. Ai colori primari accostava i colori complementari con l’evidente intento di rafforzarne il contrasto timbrico. Ne risultava un insieme molto vivace con un evidente gusto per la decoratività. Dopo un viaggio in Algeria nel 1906 Matisse trascorre due lunghi soggiorni in Marocco nel 1912 e 1913; l’interesse per l’arte islamica, con il suo rifiuto per la figurazione e le sue superfici ritmiche e ripetitive, contribuiva ad allontanarlo dalla tradizione occidentale, a cui solo lo legava certa estrema sintesi dei “primitivi” italiani.La forte valenza decorativa era accentuata dalla semplificazione delle forme e dalla bidimensionalità.

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Henri Matisse, Natura morta con credenza

Il percorso si divide in dieci sezioni ed illustrano, seguendo un percorso cronologico intercalato da approfondimenti tematici, la produzione di Matisse. Il percorso si apre con la fase iniziale di produzione dell’arte in cui forti erano gli influssi impressionisti e dei maestri puntinisti; si passa poi attraverso il periodo di sperimentazione vicino al cubismo e alle avanguardie; una sala è dedicata all’ampiamente sperimentata tematica delle odalische in cui forti sono le influenze della cultura arabeggiante ed orientale; per poi approdare infine alla sua ultima produzione caratterizzata delle carte dipinte e ritagliate.

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Henri Matisse, serie “Jazz”, tav. VIII, Icaro

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