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THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

DUCHAMP, DADA E NEODADA

In occasione del centenario dalla nascita del movimento Dada – fondato a Zurigo nel 1916 – il Museo Comunale d’Arte Moderna di Ascona (Svizzera) ospita, dal 27 marzo al 26 giugno 2016, la mostra “Marcel Duchamp – Dada e Neodada”, organizzata in collaborazione con lo Staatliches Museum di Schwerin che, per l’occasione, ha deciso di concedere in prestito le opere della sua prestigiosa collezione.

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Marcel Duchamp, L.H.O.O.Q.

I dadaisti, nel 1916, reagendo agli eventi della prima guerra mondiale, attaccarono i falsi valori del progresso borghese, le certezze e i sistemi costituiti, rompendo con ogni schema razionale; anche in campo artistico, si adoperarono a demolire i canoni vigenti, sovvertendo le norme gerarchiche tra le arti e annullando le barriere fino ad allora esistenti tra letteratura, teatro, musica e belle arti.

La rassegna presenta una selezione dei più importanti o emblematici lavori di Marcel Duchamp, personalità che ha avuto una grande influenza sulle avanguardie sviluppatesi tra le due guerre, fino a diventare il nuovo “Michelangelo dell’arte moderna”, precursore e ispiratore di gran parte dei movimenti che sono giunti fino ai nostri giorni: dalla Pop art all’arte concettuale, da Fluxus, alla Net e Mail art.

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Ben Vautier, Parfois je crois

Il percorso espositivo ruoterà attorno alla famosa manipolazione della Gioconda di Leonardo da Vinci con barba e baffi – tra i ready-made più divertenti e dissacratori della produzione di Duchamp – trasformata in un ritratto dadaista a cui sono affiancate altrettante opere significative dell’artista.

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Marcel Duchamp, Nu descendant un escalier

Accanto a queste opere si alternano le opere degli artisti di Fluxus, un movimento neodadaista (o meglio un flusso, un gruppo aperto di personalità che radicalizza in modo diretto o indiretto le premesse dei dadaisti storici), costituitosi nel 1962 ma già operante sul finire degli anni 1950, anche grazie all’intermediazione di Duchamp. La mostra riunisce 11 adepti del gruppo, dal suo promotore George Maciunas, qui rappresentato con la serigrafia Stomac Anatomy Apron, a Nam June Paik, Ben Patterson, Dick Higgins, Philip Corner, Daniel Spoerri, Ben Vautier, e altri.

Come già per Duchamp, anche per gli esponenti di Fluxus il senso dell’umorismo e il gioco diventano strategie imprescindibili per intaccare schemi visivi e di pensiero consolidati dalla cultura e dal luogo comune: i loro lavori sconfinano in campi diversi dell’operare artistico, contaminandosi grazie all’eclettica fusione di più codici artistici.

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Robert Filliou, Optimistic box no 4 and 5

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