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THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

SOLIDITA’ DELLA LUCE

La Città di Alessandria si apre all’arte contemporanea ospitando nel Museo di Palazzo Cuttica una mostra dell’artista Raffaele Cioffi intitolata “Solidità della Luce”. L’esposizione verrà inaugurata sabato 9 aprile (ore 17.00) e sarà visitabile fino al 22 maggio 2016.

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Il Salone delle Feste

La rassegna contemporanea trova nello storico Settecentesco Palazzo Cuttica una cornice stimolante e si inserisce in quella contaminazione di linguaggi artistici molto apprezzata nell’attuale panorama culturale.

Raffaele Cioffi nasce a Desio nel 1971. Dopo il Liceo Artistico, si diploma all’Accademia di Belle Arti di Brera. Fondamentale per la sua arte sono stati gli incontri con gli artisti Claudio Oliviero e Mario Raciti che hanno segnato la sua ricerca, orientata verso l’astrazione, con le influenze della pittura antica e dello Spazialismo.

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Cioffi, Sipario

Cioffi rende densa e materiale la luce, un elemento che per definizione stessa pare inafferrabile. Come strumento utilizza il colore che è elemento dominante nella sua produzione: in tutto il suo percorso artistico ha indagato le varie declinazioni del colore attraverso le forme primarie del linguaggio artistico, creando composizioni che trasportano l’osservatore in un mondo ignoto e mistico. La luce è compatta, non è più solo spazio spirituale ma ha alle sue spalle l’esperienza moderna della luce artificiale dei monitor e dei neon. La pittura non è solo più forma per rappresentare la realtà ma diventa spazio in cui immergersi.

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La Sala dei Paramenti con due installazioni di Cioffi

Il suo lavoro raggiunge una dimensione di forte interazione con l’ambiente: diventa uno schermo che si dischiude su una dimentsione ulteriore, irreale. Per questo i quadri di Cioffi diventano come dei “sipari” su una dimensione profonda fatta di improvvisi fasci di luce.

La rassegna di Palazzo Cuttica conta undici opere esposte nel Salone delle Feste, realizzate appositamente dall’artista per questa occasione, ed altrettante opere, prodotte tra il 2015 e il 2016, collocate nelle restanti sale del Museo. Le opere non sono quindi relegate esclusivamente nel Salone – spazio dedicato solitamente alle esposizioni temporanee –  per creare così un microcosmo isolato, ma si adattano invece alle varie sale espositive entrando in dialogo diretto con le opere della collezione permanente.

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Le Sfere Celesti a confronto

Si veda, per esempio, l’opera intitolata “Sfera Celeste” (2016) collocata di fronte alla “Sfera Celeste” (1750/1751) realizzata dall’artista Pietro Maria da Vinchio, un esemplare di mappa celeste alquanto rara e conservata nella collezione del Museo. Le due Sfere sono poste una di fronte all’altra e diventano portatrici ed interpreti della percezione delle medesima realtà vista ed interpretata in modo differente.

Si crea in questo percorso un binomio dinamico tra antico e contemporaneo, tra reale ed astratto, che coesistendo nel medesimo luogo espositivo danno vita ad un’esperienza unica in cui il visitatore può immergersi e perdersi.IMG_4191

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