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THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

BOCCIONI GENIO E MEMORIA

Al Palazzo Reale di Milano è stata inaugurata una mostra dedicata al futurista Boccioni, intitolata “Umberto Boccioni (1882 – 1916). Genio e memoria”, visitabile fino al 10 luglio 2016.

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Umberto Boccioni, Autoritratto, 1909

L’iniziativa fa parte del programma di Ritorni al futuro, il palinsesto culturale pensato per la primavera 2016 dal Comune di Milano che propone oltre cento appuntamenti tra mostre, concerti, spettacoli teatrali, proiezioni cinematografiche e incontri, con l’obiettivo di portare al centro della riflessione pubblica l’idea di futuro che abbiamo oggi confrontandola con quelle che hanno abitato il pensiero creativo in altre stagioni della storia.

La rassegna, che celebra il centenario della morte dell’artista, evidenzia, alla luce anche di documenti inediti, il percorso artistico e la levatura internazionale con particolare riguardo per la sua attività milanese, presentando circa 280 opere tra disegni, dipinti, sculture, incisioni, fotografie d’epoca, libri, riviste e documenti.

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Umberto Boccioni, La signora Sacchi, 1907

Nella mostra è esposto il  corpus integrale dei 60 disegni del Castello Sforzesco filo conduttore del percorso espositivo. Si tratta di un nucleo di eccezionale qualità capace di per sé di riassumere le linee essenziali del percorso artistico di Boccioni tra il 1906 al 1916, anno della morte di Boccioni. l’esposizione, sviluppata in ordine cronologico e per nuclei tematici, fonda la sua struttura anche su scritti e documenti identificati e catalogati di recente alla Biblioteca Civica veronese: in particolare una rassegna stampa futurista riunita a partire dal 1911, alcuni libri, appunti sciolti e fotografie e una raccolta di ritagli di riproduzioni artistiche.

Nella rassegna sono stati esaminati i temi e gli aspetti cruciali della poetica di Boccioni quali lo sviluppo del concetto del dinamismo in rapporto alla figura umana, il ritratto, la veduta paesaggistica e urbana.

Il percorso di visita è suddiviso in due ampie sezioni: “Boccioni – la formazione” e “Boccioni futurista – pratica e teoria”.

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Umberto Boccioni,Romanzo di una cucitrice, 1908

Nella prima sezione, il visitatore compie un viaggio attraverso gli anni di studio e formazione dell’artista, sono rievocati i contenuti e la complessità delle fonti visive consultate nel suo lavoro. Il percorso si sviluppa quindi seguendo le temperie e le influenze delle diverse correnti figurative europee coeve e della tradizione classica e rinascimentale, con le prime prove nell’ambito del futurismo ancora profondamente legate alle esperienze del divisionismo e dell’espressionismo alle quali Boccioni si accosta, tra Venezia e Milano. La mostra dà particolare evidenza agli esempi di Segantini, Previati e Fornara, dei quali il giovane artista ammira le opere presentate nel 1907 alla Biennale di Venezia e al Salon parigino dei pittori divisionisti, tra i capitoli fondamentali del periodo milanese fino al 1910.

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Umberto Boccioni, Elasticità, 1912

La seconda sezione del percorso indaga l’applicazione dei principi teorici espressi dall’artista nei suoi interventi e negli scritti programmatici, verificando il modo di procedere e i rapporti posti in atto nel passaggio dall’elaborazione grafica all’opera pittorica o plastica finita.

La sezione apre quindi con un excursus attraverso le rappresentazioni della città e della periferia di Milano, dalle prove divisioniste realizzate nel 1908 sino al primo approdo programmatico al dinamismo plastico espresso in “Elasticità”, tra i massimi capolavori di Boccioni dedicati alla rappresentazione futurista della città industriale moderna. Il ritmo dell’intensa vicenda futurista è scandito dagli scritti di Boccioni e da una vasta rassegna stampa futurista datata dal 1911 al 1916, appartenuta alla sorella dell’artista, raccolta da Marinetti e Boccioni, anch’essa tra i documenti riscoperti nella biblioteca veronese, presentata per la prima volta al pubblico per l’occasione.

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Umberto Boccioni, Forme uniche nella continuità dello spazio, 1913

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