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MOVIES INSIDER con Ilaria BARALE

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Veloce come il vento

 

“Veloce come il vento” – diretto dal giovanissimo Mattero Rovere – è un film italiano distribuito nelle sale il 7 aprile di quest’anno. La trama si articola intorno al nucleo centrale delle gare di GT, disciplina automobilistica praticata da Giulia, interpretata da Matilda de Angelis. La narrazione, tuttavia, non si esaurisce unicamente in ambito sportivo, ma riguarda temi che si collocano su molti altri livelli: tossicodipendenza, disagio familiare, superamento di limiti e insicurezze personali anche negli aspetti della vita che esulano dalla competizione automobilistica. E’ un film particolarmente introspettivo, cupo e malinconico, toni posti in sapiente contrasto con una fotografia molto luminosa e dai colori accessi.

A Giulia si contrappone il fratello Loris, il quale irrompe inaspettatamente nella vita della sorella e quasi forzatamente nella sua casa, dopo anni di assenza. Un bravissimo Stefano Accorsi ne interpreta il ruolo: uomo brillante e talentuoso con un passato da campione di rally, ma caduto poi nel baratro della droga e, conseguentemente, in una vita trasandata e misera. Nonostante le condotte del tutto illecite e irresponsabili di questo personaggio, che un marcato accento emiliano contribuisce a rendere simpatico, lo spettatore è indotto a stare dalla sua parte: Loris, noncurante del pericolo, insegna a Giulia ad allentare il suo iper-controllo, perché il vero campione è colui che non segue pedissequamente la strada tracciata, ma si assume dei rischi, taglia le curve e talvolta è aggressivo nei confronti chi cerca di superarlo.

La regia risulta impeccabile, specie nei momenti di dinamismo delle corse automobilistiche, con veloci cambi di inquadratura e  allargamenti e restringimenti di campo, per riprendere in dettaglio particolari delle vetture nei momenti di maggiore sforzo.

Non è, dunque, un film per soli appassionati del genere: ricorda, sotto questo punto di vista, Rush – film del 2013 diretto da Ron Howard – che, allo stesso modo, si focalizzava maggiormente sui rapporti umani e profili psicologici dei personaggi che sulle gare, tuttavia vere protagoniste in alcuni momenti della trama.

 

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