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MUSIC CLINIQUE con Elisa MASSARA

Brazil meravigliao: un mercato musicale da tenere d’occhio.

 

La potenza della musica brasiliana non ha soltanto un grande impatto sui nostri animi, ma anche sulla music industry globale. Il paese più popoloso dell’America Latina, secondo l’IFPI (Federazione internazionale dell’Industria Fonografica), è il decimo maggior mercato della musica registrata a livello mondiale, con un valore complessivo di circa 246 milioni di dollari.

 

Le fonti di entrate: l’irreversibile predominanza del digitale sul fisico

In Brasile, il mercato fonografico (fisico e digitale) deve la sua performance positiva (+10,6% nel 2015) alla continua crescita di ricavi derivati dal digitale (+45%). Infatti, il successo della distribuzione su tale canale (streaming, download, telefonia mobile) ha compensato il calo costante delle vendite su supporto fisico (-19,3%).

Ecco le principali fonti di revenue del mercato musicale del paese:

  • Prodotti mobile personalizzati. A differenza di altri mercati, le suonerie dei cellulari, al prezzo competitivo di circa 3 reais (circa 1 euro) al mese, sono ancora un servizio attrattivo per i consumatori sudamericani a basso reddito che non riescono a permettersi l’accesso alla banda larga.

 

  • Servizi in abbonamento. Le entrate derivate dagli abbonamenti sono incrementate del 22% solo nello scorso anno (IFPI). Infatti, ricerca condotta da Opinion Box nel gennaio 2015 per conto del Committee of Digital Music Development, stima che il 30% dei brasiliani accede alla musica attraverso servizi di streaming su iscrizione come Deezer, Napster, Spotify e Bradesco.

 

  • Video streaming. YouTube è sempre in pole position quando si parla di fruizione di musica, il trucco sta nel riuscire a monetizzarne il consumo il più possibile. In Brasile, la buona gestione dei servizi sostenuti dalla pubblicità e del continuo aggiornamento della piattaforma sui device mobili ha permesso una crescita delle entrate del 77,7% solo nel 2014.

  • Download digitale. Le vendite tramite download sono cresciute dell’11,7%, ma non hanno ancora raggiunto il loro potenziale in questa nazione perché il principale rivenditore, iTunes, è disponibile sono in moneta statunitense e senza la possibilità di acquisto con carte prepagate/regalo.

 

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Fonte: ABPD

 

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Strategie per raggiungere le masse

La popolarità dello streaming sta crescendo velocemente soprattutto tra i più giovani, che tendenzialmente sono i maggiori conoscitori dei trend di internet. Due sono le principali strategie utilizzate dai servizi di distribuzione digitali in Brasile ampliare la clientela e raggiungere masse di utenti ancora più consistenti:

  1. Le partnership con le società di telecomunicazioni permettono prezzi super competitivi. Ad esempio, i clienti Vivo (una delle principali compagnie telefoniche locali) pagano solamente 3 reais (circa 1 euro) a settimana di abbonamento a Napster, il quale normalmente costerebbe 9,95 euro al mese.
  2. L’investimento sulla produzione di playlist di repertorio locale, secondo Alexandre Schiavo, presidente della Sony Music Entertainment in Brasile, spinge all’iscrizione anche la fetta di pubblico meno interessata all’ascolto di musica internazionale (come ad es. i più affezionati alla Musica Popular Brasileira e alle tradizionali bossa nova e samba).

L’oligopolio dell’industria e il problema del “value gap”

Le quattro case discografiche major (Warner, Sony BMG, Universal e Som Livre/EMI) rappresentano un oligopolio del mercato musicale anche in Brasile. In genere, in queste aziende vi sono una netta divisione di ruoli e una predominanza di contratti a 360 gradi che riducono il potere decisionale all’artista sulla propria carriera. L’etichetta investe capitale, conoscenza, manodopera, gestisce e prende decisioni sulla carriera dell’artista, mentre a quest’ultimo è lasciato solamente il compito di comporre e focalizzarsi sulla sua musica.

Oggi gli investimenti delle major sono soprattutto indirizzati alla promozione e alla distribuzione nel mondo digitale. Con grosse piattaforme di fruizione musicale online come YouTube e Spotify, sono in corso continue negoziazioni per colmare il grosso problema di “value gap”: l’iniquità della remunerazione di artisti e discografici rispetto all’intenso consumo dei loro prodotti sui suddetti canali streaming. Questa importante questione economica è in sospeso tanto in Brasile quanto nel resto del mondo. Il mercato musicale globale si trova in un periodo di grande transizione in cui le certezze di guadagno stanno virando su nuovi orizzonti.

 

 

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