Annunci

L’ADDETTO STAMPA DEL DOTT. CIRO AMENDOLA

La più importante questione istituzionale da risolvere nei prossimi mesi è sicuramente quella della legge elettorale con cui voteremo alle politiche. Infatti, il meccanismo di trasformazione dei voti in seggi può influenzare di molto il risultato finale (come il Porcellum ci insegna). Ecco, allora, le alchimie e le tattiche che i partiti stanno attivando.

L’attuale orientamento sembra quello di andare a votare con il proporzionale semplice. Il proporzionale è un sistema che non fa vincere nessuno, ma nemmeno fa perdere nessuno. Pertanto può essere l’ideale in un momento di confusione e di rimescolamenti, come l’attuale. Però, non è irrilevante se si pongono soglie di sbarramento: cioè limiti minimi senza il superamento dei quali non si ottengono seggi.

Del resto, è vero che la legge elettorale proporzionale che dal 1946 ci ha accompagnato fino al 1993 era senza sbarramenti. Ma il più recente Porcellum aveva sbarramenti variabili dal 2 all’8%. Mentre l’Italicum aveva fissato una soglia unica al 3%.

Ora pensiamo alla situazione politica italiana di oggi. A quanti partiti piccoli e piccolissimi si delineano all’orizzonte, soprattutto dalla diaspora del centro-destra. Partiti che senza soglie diventerebbero determinanti nella formazione del successivo governo (come accadeva per Psdi, Pri e Pli). Mentre basterebbe una soglia di sbarramento del 5% (come in Belgio, Ungheria e Polonia) per eliminarne moltissimi dallo scenario politico e coagulare voti sui grandi partiti.

Ma se pensiamo che una soglia di sbarramento alta fa comodo al Pd, forse ai 5stelle e sicuramente a Forza Italia, non è davvero escluso che andremo a votare con la soglia.

Resta aperto il cavillo, non certo irrilevante, di dove si collocherà tale asticella.

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: