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THE VILLAGE WEEKEND con Federica SELLERI

William Merritt Chase: un pittore tra New York e Venezia59545-3_william-merritt-chase_at-the-seaside_1892_the-metropolitan-museum-of-art_

La Galleria Internazionale d’Arte Moderna di Ca’ Pesaro presenta una grande retrospettiva dedicata all’artista statunitense William Merritt Chase.

Dopo le tappe di Washington e Boston, Ca’ Pesaro, fino al 28 maggio, ospita circa sessanta opere di Chase provenienti da collezioni pubbliche e private statunitensi.

Celebre figura nei circoli artistici internazionali, William Merritt Chase (1849-1916) è stato un pittore innovativo che ha saputo ritrarre, attraverso una tecnica ispirata dall’osservazione dei maestri dell’arte europea antica e contemporanea, la vita della borghesia nordamericana.

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In quattro decenni di attività raffigura nelle sue opere l’energia di una nazione agli albori del XX secolo, restituendo i cambiamenti dinamici di una società – prevalentemente composta dalla borghesia di ascendenza anglosassone e protestante – che inizia a popolare i parchi cittadini di New York, le spiagge di Long Island e ad interessarsi alla cultura, visitando mostre e studi d’artisti.

Artista cosmopolita, nel corso degli anni Ottanta dell’Ottocento affianca a frequenti viaggi oltreoceano un’intensa attività espositiva in America ed Europa, divenendo una figura di riferimento per giovani pittori statunitensi – tra cui, tra gli altri, Georgia O’Keeffe, Joseph Stella ed Edward Hopper – anche grazie al suo ruolo di insegnante e mentore svolto prima presso l’Art Students League e la Brooklyn Art School, in seguito alla Chase Art School che nel 1898 verrà rinominata New York School of Art.

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Al ruolo istituzionale all’interno delle accademie, nelle estati tra 1903 e 1913 Chase affianca quello di maestro e guida, accompagnando i suoi studenti in soggiorni studio nei maggiori centri europei.

Considerato già dai contemporanei uno dei massimi interpreti della pittura americana, Chase espone alle principali rassegne statunitensi ed europee, tra cui la Biennale di Venezia nel 1901 e l’Esposizione Internazionale di Roma nel 1911. Tornato per l’ultima volta nella città lagunare con gli allievi nell’estate del 1913, muore nel 1916 nella sua casa di Stuyvesant Square.

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Il percorso espositivo della rassegna è suddiviso in otto sezioni e si articola secondo un andamento tematico che intende documentare i vari soggetti realizzati dall’artista americano durante la sua carriera.

La figura di Chase è fondamentale per interpretare un passaggio cruciale nella storia artistica americana. Interpreta la secolare tradizione europea e la traduce in un linguaggio figurativo che diventa un modello per le giovani generazioni, prima dell’arrivo delle avanguardie, che sbarcano in America, dal Vecchio Continente, con l’Armory Show del 1913.

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