Annunci
Top news

L’INFORMAZIONE LOCALE OGGI. TV, RADIO E WEB ALLE PRESE CON BILANCI E MERCATO

INFORMAZIONE MINORE. TV, RADIO E WEB

 

Internet, la TV digitale, le radio DAB e tutti i new media che con la rivoluzione elettronica degli ultimi anni si sono occupati di informazione, hanno portato nuove possibilità di conoscenza, lavoro per nuove professionalità e formati innovativi di comunicazione. Oggi, con un semplice smartphone si possono creare programmi innovativi, a costi ridottissimi e con bacini di utenza da migliaia di contatti istantanei o in differita.

Attualmente, questa grande varietà di prodotti ha fatto si che i mezzi si possano rivolgere ad un target preciso, circoscritto a territori (TV e radio private) o argomenti delimitati. La crisi economica, di converso, ha ridotto le disponibilità per marketing e campagne pubblicitarie che fino alla metà dello scorso decennio alimentavano le strutture comunicative. Che ora devono fare i conti con riduzioni di budget, tagli e chiusure di Aziende anche storiche, in tutta Italia.

Tralasciando l’analisi delle testate nazionali, vorremmo capire quali sono le condizioni di diffusione e sopravvivenza dei vari media locali o minori, il cui sistema preesistente ora è destinato ad andare in soffitta. Mettendo a rischio, solo per le emittenti locali, un comparto che conta tra i 4.500 e i 5000 lavoratori in un settore che vale 20 mila posti di lavoro a livello nazionale se comprendiamo anche le grandi emittenti. Per le piccole realtà però il rischio di chiudere o peggio trasformarsi in reti puramente pubblicitarie è più alto che per le altre.

Parliamo quindi di più di 500 emittenti radiofoniche e oltre 200 televisioni. Secondo il Nieman Lab, una importante fondazione statunitense di ricerca e innovazione giornalistica presso l’ Università di Harvard, non c’è dubbio che il futuro dell’informazione passi anche dal potenziamento del giornalismo e delle notizie locali. In tempi di fusioni tra grandi giornali (La Stampa-Gruppo l’Espresso) e di rischio di omogeneizzazione delle fonti per i cittadini, giornali tv e radio locali svolgono un ruolo importantissimo.

Da quando la televisione italiana è entrata nell’era digitale, fra il 2008 e il 2012, le stazioni locali sono alle prese con un’odissea via etere che ha messo in ginocchio il comparto. Dopo aver sostenuto importanti investimenti per la digitalizzazione del segnale, il Fondo per il Pluralismo dell’Informazione, alimentato annualmente dalla Legge di Bilancio e attualmente dotato di circa 50 milioni di fondi (i contributi statali alle Tv erano pari a 161,8 milioni nel 2008), non basta.  La crisi economica ha quasi azzerato il mercato pubblicitario delle emittenti locali e non si avvertono segnali di ripresa. Questa situazione porta a prevedere che almeno 144 tv locali scompariranno dagli schermi nei prossimi mesi. 

Quali potranno sopravvivere a questi anni di selezione feroce? Probabilmente le Emittenti che hanno saputo comprimere i costi, razionalizzare le spese e produrre trasmissioni innovative, targettizzate e ben realizzate, pur nella scarsità dei mezzi.

Una riflessione sul riposizionamento dell’ “informazione di prossimità” offerta dalle tv locali “non può più prescindere dal confronto con un sistema di media sempre più variegato e integrato”, sottolinea il Censis in una sua pubblicazione recente. Un sistema che “nell’ultimo decennio ha conosciuto i decisivi processi di trasformazione innescati dalla digitalizzazione dei contenuti, la miniaturizzazione dei dispositivi hardware, la proliferazione delle connessioni mobili, lo sviluppo della banda larga e ultralarga, fino all’ingresso nel mercato televisivo, e più in generale dei contenuti audiovisivi on demand e multimediali, di nuovi soggetti di offerta e player internazionali“

Parlando delle emittenti radiofoniche, come detto prima, la radio italiana si sta convertendo al digitale (Digital Audio Broadcasting). È la nuova rivoluzione via etere dopo l’addio alla tv analogica. Per adesso siamo alla fase delle sperimentazioni però, negli ultimi mesi l’Agcom, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, ha impresso un’accelerazione alla svolta. I test erano partiti in otto aree (Trentino, Piemonte, Umbria, parte della Toscana, Abruzzo e Sardegna) e adesso sono stati estesi ad altre otto zone che comprendono alcune grandi città come Roma, Napoli, Salerno, Reggio Calabria e Palermo. Invece non si può ancora trasmettere nei rimanenti 23 bacini radiofonici in cui l’Autorità ha suddiviso la Penisola.

E’ importante comunque che le radio locali, le quali muovono un terzo degli introiti pubblicitari nazionali, non restino ai margini, a tutto vantaggio di quelle nazionali. Rispetto a quello televisivo, il comparto radiofonico gode per ora di minori costi produttivi, anche se la penuria di risorse pubblicitarie continua a falcidiare il numero di Emittenti locali. Una carta vincente è stata negli ultimi anni, l’estensione del territorio coperto dal segnale con lo streaming in internet. Con pochissimi investimenti si sono potuti portare programmi e conduttori in territori che, per vincoli legali o di potenze installate, non si sarebbero mai potuti coprire.

Soffermiamoci ora sui media online, i quali stanno conquistando il mercato dell’informazione: nel 2016 i canali mediatici offerti dalla rete hanno assorbito il 24% dell’informazione e nel 2017, stando alle proiezioni, questo trend continuerà a crescere. Immobili ormai i “cartacei” che sembrano non avere alcune chance di contrastare quest’autentica rivoluzione digitale nel mondo dell’editoria

Questo fenomeno è collegato all’ascesa sempre più influente delle innovazioni di settore, legate soprattutto al mondo degli smartphone e dei social network, dei quali sempre più persone sono diventate totalmente “addicted”. L’Italia, inoltre, ha colmato il gap tecnologico per ciò che riguarda la connessione in mobilità e le infrastrutture italiane sono ormai ai livelli della media europea. Sempre più editori infatti non hanno la benché minima esitazione su dove investire per la creazione di un nuovo prodotto: nascono blog e magazine online tutti i mesi mentre spariscono piano piano i quotidiani e le riviste di settore.

Con un 58,2 per cento di cittadini che considerano il web come una credibile fonte di informazione, l’Italia si colloca in cima (sesto posto) alla classifica europea di chi esprime fiducia nei confronti della rete, addirittura prima tra i grandi paesi. Il grado di fiducia che gli italiani ripongono nel web è addirittura così elevato da risultare sensibilmente superiore a quello di cui gode la carta stampata, che rimane sì positivo, ma si ferma al 53,5 per cento. Quel che più sorprende è però quel 17,6 per cento di italiani che si fidano della rete, ma non della carta stampata.

L’elemento chiave di tutta l’informazione, come sopra descritta e quella più innovativa via web, è la pubblicità, con la gran parte dei budget prima riservati ai canali “tradizionali” su quotidiani e tv locali, infatti, viene oggi investita per sviluppare strategie di digital marketing.

A sorprendere, ma solo in parte, è il protagonismo anche in questo campo di Facebook. Almeno il 90% delle attività locali ha, infatti, oggi una pagina sul social di Zuckerberg e almeno il 62% ha investito in Facebook Ads, percentuale doppia rispetto a quella dello scorso anno e maggiore di quella degli investimenti complessivi su altri ambienti come Google, Twitter e LinkedIn. Quello che conta di più è che la stragrande maggioranza (il 90%) di chi ha investito in pubblicità su Facebook è soddisfatta della sua scelta: ciò è servito, infatti, principalmente a trovare nuovi clienti, cosa del resto impossibile facendo affidamento sul solo sito aziendale o sui media strettamente locali.

Non stupisce quindi se, dai sondaggi pubblicati,  anche gli investitori locali prevedano di aumentare i budget per il digitale. Almeno il 40% delle imprese locali, infatti, conterebbe per il 2017 di investire di più nella propria strategia digitale, nella cornice di un solo 15% di soggetti che punterebbe a incrementare il budget complessivo dedicato alle attività di promozione e advertising. A fare le spese di questo passaggio al digitale sembrerebbero essere, dunque, anche nel caso della pubblicità locale, soprattutto quotidiani e periodici con buona soddisfazione di TV e radio che da sempre resistono meglio all’erosione della spesa in attività pubblicitarie. Oltre ai new media del web.

I motivi che spingerebbero anche le attività locali e i piccoli investitori a preferire il digitale hanno a che fare con la grande disponibilità di dati e insight sui propri clienti, la facilità di investimento e la possibilità di tracciare (ed eventualmente riformulare) ogni fase della campagna. Senza contare che la pubblicità online è quella in grado di garantire oggi il miglior rapporto qualità/prezzo, se ben gestita ovviamente.

spazioeconomiamedia

Nella stima del Mercato Pubblicitario sopra riportata, la tv cresce del 4% a dicembre, chiudendo l’anno a +5,4%. Sempre negativa la stampa: quotidiani e periodici nel singolo mese si attestano rispettivamente a -8,4% e -9,3%, calando nel 2016 del 6,7% e del 4%. Conferma l’andamento positivo la radio: la crescita di dicembre (+15%) porta la raccolta complessiva dell’anno a +2,3%.

L’incremento di internet è dovuto principalmente a search e social, sulla base delle stime realizzate da Nielsen. Relativamente al perimetro attualmente monitorato in dettaglio, infatti, il web cala del 2,3% nel periodo cumulato e dell’1,2% nel singolo mese di dicembre. Allargando il perimetro all’intero universo del web advertising, la raccolta del 2016 chiude a +8%.

Che ruolo possono ancora riservarsi, allora, in una simile cornice i media locali più tradizionali? Se impareranno a definire il proprio ruolo nell’ottica di servizio alle esigenze del mercato troveranno di certo nuove vie di sopravvivenza. 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: