Annunci

I CONSIGLI DEL MAÎTRE

I consigli del Maître

 

È sempre più difficile riuscire ad orientarsi fra le migliaia di notizie che ogni giorno emergono sulla rete. Man mano che aumentano i mezzi e i canali di comunicazioni diventa sempre più indispensabile trovare nocchieri capaci di guidarci sicuri nel mare procelloso dell’informazione economica contemporanea. Noi abbiamo chiesto il consiglio di un Maître. Maurizio Sgroi, il Maître à PanZer di Twitter.

Gli investimenti fiacchi dell’eurozona. Il capo economista dell’ESM, il fondo europeo di stabilità, Strauch ha osservato di recente che il livello degli investimenti è un punto critico per recuperare un livello di crescita soddisfacente in futuro, specialmente relativamente al settore privato, che ha conosciuto un notevole crollo dopo la crisi del 2008. Quest’affermazione è stata accopmpagnata da un grafico che mostra l’andamento degli investimenti privati e pubblici nell’eurozona fra il 2000 e il 2016.

spazioeconomiasgroi1

Come si può osservare c’è stato effettivamente un crollo degli investimenti privati dal 2008 in poi, solo parzialmente compensato da quelli pubblici, che però sono crollati anche loro negli anni successivi. Ma si osserva pure che il trend declinante degli investimenti privati era iniziato già nel 2000 per essersi invertito negli anni del boom creditizio che ha generato quello immobiliare. Perciò avrà sicuramente il nostro economista a ricordarci quanto sia strategico che ripartano gli investimenti, ma dovrebbe anche ricordarci che non tutti gi investimenti sono uguali. Alcuni lasciano macerie, dopo l’euforia. Letteralmente.

I brevetti cinesi. Abbiamo già visto la settimana scorsa come la Cina sia diventata in un decennio uno dei paesi leader nella registrazioni di brevetti legati all’ICT, superando gli europei ormai in chiaro declino. Adesso una recente ricognizione ha osservato che la Cina è divenuta un campione no solo nei brevetti sull’ICT, ma sui brevetti in generale. Nel 2016, infatti, le richieste cinesi di brevetti sono cresciute del 45%, arrivando a 43.170 su un totale di 233 mila circa a livello globale.

spazioeconomiasgroi2

In pratica la Cina ha surclassato la Corea del Sud già dal 2010 e ha superato la Germania un paio d’anni dopo avvicinandosi sempre più al Giappone. Gli Usa rimangono saldamente in testa alla classifica con poco meno di 60 mila richieste di brevetti. Ma fino a quando? È interessante osservare che fino al 2005 le richieste di brevetti erano poche migliaia. Le compagnia più attiva nella richiesta di brevetti è stata la ZTE, una compagnia di telecomunicazioni di Shenzen, seguita dalla Huawei, che ha superato l’americana Qualcomm. E chi ha orecchi…

Gli studenti subprime. La Fed di S.Louis ha pubblicato l’aggiornamento del suo monitoraggio sull’andamento del debito privato delle famiglie Usa, che viene suddiviso fa debito connesso all’acquisto di automobili, debito per mutui, debito per carte di credito, debito studentesco e Heloc (Home equity line credit, ossia secondi mutui collegati a strumenti revolving come una carta di credito con un tasso direttamente collegato la prime rate). La banca nota un cero aumento, nel corso del 2016, del delinquency rate, ossia il tasso di insolvenza, per i debitori per automobili, mentre per le altre categorie di debiti i tassi di delinquency sono stabili o al ribasso.

spazioeconomiasgroi3

Ma la storia più interessante che racconta il grafico offerto dagli analisti è un’altra, e riguarda gli studenti. Questi ultimi hanno visto crescere senza sosta il debito in capo ai giovani universitari, e negli ultimi anni i tassi di insolvenza sono esplosi, in particolare dal 2012 in poi, e orami i tassi di delinquency superano il 10%. Che per un debito complessivo che vale oltre 1.200 miliardi non è esattamente un buon viatico per una serena vecchiaia. Nemmeno per una serena maturità, a onore del vero.

La vecchia Germania. Moody’s ha rilasciato uno dei suoi outlook sulla Germania notando come la crescita robusta e una politica fiscale prudente supporti il profilo di credito del paese, ce infatti viene promosso con una lucente tripla A, ormai divenuta rara nel panorama internazionale. E tuttavia la crescita robusta e la politica fiscale prudente non riesconon a celarel’autentico fallimento della Germania, che è demografico, e quindi, in ultima analisi, sociale. Un paese che non fa pi figli pur essendo ricco è un paese che non ha visione del futuro, noi italiani lo sappiamo bene. Curioso che la stessa sindrome affligga i tedeschi. E tuttavia è così.

spazioeconomiasgroi4

L’agenzia di rating ha calcolato l’old age dependency ratio, indicatore che misura il tasso di dipendenza degli anziani dal resto della popolazione, e quindi indirettamente il loro peso specifico, notando come la Germania sia quella messa peggio fra i suoi pari. Nel 2030, quindi fra meno di 15 anni, il tasso sfiorerà il 50%, che significa che ci sarà quasi un anziano ogni due abitanti, e nel 2060 si andrà verso il 60%, ossia due anziani ogni tre abitanti. La Germania diventerà una casa di cura a cielo aperto. E non sarà l’unica.

Annunci

Rispondi

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: